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Cocaina

 

Outcome

 

Progetto UP&GO

 

Piattaforma MFP

 

procreazione
assistita
sicura

 
 

CONCEPIMENTO IN DONNA SANA CON PARTNER HIV POSITIVO

La disponibilità di terapie antiretrovirali altamente efficaci, a partire dalla seconda metà degli anni ottanta, ha drasticamente ridotto la mortalità e la morbilità delle persone affette da infezione da HIV/AIDS. La patologia si è trasformata da una malattia letale ad una malattia cronica.
Grazie a questi risultati è progressivamente aumentato il desiderio di procreazione da parte di coppie in cui uno o entrambi i partner siano sieropositivi.
Come misura preventiva nei confronti della trasmissione dell’infezione, abbiamo deciso di occuparci di assistenza riproduttiva, offrendo alle coppie un programma che affianca alla parte tecnico-scientifica un counselling riproduttivo proattivo, per accrescere all’interno della coppia la consapevolezza relativamente alla decisione di genitorialità, ed evidenziare eventuali problematiche psico-sociali che necessitano di sostegno.
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ASSISTENZA RIPRODUTTIVA E LAVAGGIO DEL SEME INFETTO

Le tecniche di assistenza riproduttiva offrono la possibilità di aiutare le coppie sierodiscordanti nell’ottenimento della gravidanza e nello stesso tempo riducono il rischio di trasmissione dell’infezione al partner sano ed eventualmente al bambino.
Il nostro Centro è uno dei pochi centri in Italia che con la collaborazione del Centro di Procreazione Assistita “Tethys”, il Servizio di Immunologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera, la supervisione scientifica della Cattedra di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Università di Verona, effettua l’inseminazione artificiale intrauterina (IUI) nella partner sana, con seme “lavato” da partner sieropositivo.
Una volta avvenuta la preparazione del seme e testata l’assenza del virus nel campione seminale ottenuto, si procede all’inseminazione con le stesse tecniche previste per le coppie sane.
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ASSISTENZA ALLA GRAVIDANZA IN DONNA HIV POSITIVA

Nel caso in cui sia la donna ad essere sieropositiva, è importante che la scelta riproduttiva venga condivisa e pianificata con l’infettivologo curante, e intraprendere la gravidanza in condizioni di stabilità clinica dell’infezione materna.
L’ampia varietà di farmaci antiretrovirali permette di scegliere il regime terapeutico più adatto alla condizione ed alla storia della paziente. Se la paziente non necessita di terapia è opportuno pianificarne l’inizio ai fini della profilassi materno-fetale dell’infezione.
Durante tutta la durata della gravidanza viene programmato un attento monitoraggio per prevenire eventuali tossicità della terapia.
La programmazione del parto cesareo fa parte dell’insieme delle strategie da attuare per ridurre sotto l’1% il rischio di trasmettere l’infezione al nascituro.
Il completamento della profilassi materno-fetale dell’infezione avviene con la terapia antiretrovirale intra-partum alla madre ed al neonato per le prime settimane di vita e l’allattamento artificiale .