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VISION


Alcune tra principali malattie diffusive quali l’infezione da HIV, le epatiti virali da HCV e HBV e la sifilide rappresentano un importante problema dal punto di vista della sanità pubblica.
La loro prevenzione ed eventuale cura costituiscono un serio impegno, poiché vi è una ricaduta sia sulla società, che sulle famiglie e sul singolo individuo.
In particolare l’infezione da HIV costituisce ancora una stigmate sociale e le persone che ne sono affette spesso sono vittima di discriminazioni.

Per la nostra struttura l’approccio a tali problematiche deve essere obbligatoriamente visto nell’ottica della sanità pubblica sia in termini di offerta preventiva, di diagnosi precoce, di accesso alle cure e di equità di trattamento. Il tutto in un contesto di estrema riservatezza.

Poiché queste malattie diffusive dipendono sostanzialmente dal comportamento individuale, si ritiene indispensabile praticare ed incentivare iniziative di prevenzione rivolte alla popolazione generale ed il monitoraggio dei gruppi ad alto rischio (quali le persone con problemi di dipendenza da sostanze, le persone ad alta promiscuità sessuale, i soggetti dediti alla prostituzione).

E’ nostra convinzione, ed è pensiero comune della comunità scientifica, che la diagnosi precoce di queste infezioni permetta di ridurre la quota di persone che inconsapevolmente possono diffonderle, consenta l’accesso precoce alle terapie (con possibilità di guarigione) ed incentivi l’adozione di comportamenti di prevenzione nei confronti degli altri individui. Questa visione del problema risulta pertanto basilare per la strutturazione dell’offerta e dell’organizzazione che la produrrà.

Tale tipo di approccio a nostro avviso, sarà tanto più efficace ed accettato dal paziente se praticato in un contesto che salvaguardi al massimo la qualità di vita del paziente stesso, sia in termini di rispetto della privacy, che di minima interferenza sui ritmi di vita.
E’ importante in tal senso, offrire supporto psico-sociale per gestire l’impatto emotivo che la scoperta di infezioni, quale quella da HIV, può provocare e operare in strutture a bassa interferenza che mettano più a loro agio le persone.

E’ necessario costruire una buona relazione con il paziente, per coinvolgerlo nella scelta dei tempi e delle modalità di cura, ed è importante anche per garantire una aderenza ottimale ai trattamenti.

Nel contesto di un aumento della qualità di vita è da incentivare l’offerta di assistenza specialistica e di diagnostica strumentale non invasiva, al fine di ridurre al minimo i tempi di ospedalizzazione.

Infine riteniamo importante che tali azioni vengano inserite in un contesto di continuità assistenziale rispetto al percorso clinico della persona, che spesso è frazionato e condiviso tra varie unità organizzative, al fine di garantire un maggior controllo sull’accesso e l’efficacia delle cure e consentire di conseguenza un controllo sulla diffusione delle malattie diffusive.